Keywords convergenti

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E’ lecito il dubbio che i processi di attenzione per il campo dello Sviluppo sostenibile fotografati nel post precedente  XP_Vai  riflettano in realtà solo una situazione nazionale, italiana, provinciale rispetto al panorama mondiale.
Per meglio capire tale possibilità confrontiamo (figure 1 e 2) i trend italiani di due termini-chiave del panel considerato, Sviluppo sostenibile  e Resilienza,  con quelli riscontrati in altri paesi: Stati Uniti, Regno Unito, Australia. Tutti paesi di lingua inglese, dove le parole-chiave) (a questo punto le keywords) “Sustainable developmet”  e “Resilience” sono quindi coerenti rispetto all’uso del linguaggio da parte del pubblico. I dati usati sono sempre quelli di Google Trends, con i suoi punti di debolezza ma anche gli indubbi punti di forza  come indicatore delle gerarchie e delle dinamiche di attenzione.
Le convergenza trovata è davvero notevole. Resilience cresce sempre, mentre Suastainable development cala. La sovrapposizione tra i tre paesi considerati è quasi completa, il che farebbe pensare ad umori paralleli che attraversano i flussi di informazione ed i memi collettivi a livello mondiale (o almeno nel mondo occidentale).
Se le posizioni rispetto a concetti-chiave si allineano (almeno in parte) in differenti paesi e culture, potrebbero emergere implicazioni per azioni  a livello internazionale verso una maggiore sostenibilità dell’orizzonte. Nella realtà attuale, che descriviamo come “liquida” e sempre più imprevedibile, vale la pena di pensarci. Ad esempio se Sustainable development cala nelle ricerche attive, diventa importante trovare i termini vicarianti su cui puntare,  che meglio possano funzionare come leva rispetto al pubblico per gli obiettivi della sostenibilità, che evidentemente non tramontano come le mode dell’attenzione.

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Sviluppo sostenibile e Resilienza

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L’attenzione per lo Sviluppo sostenibile (come parola-chiave meritevole di ricerche) secondo il Web sta calando in Italia, mentre quello per la Resilienza sta aumentando : non solo in termini relativi ma anche in quelli di volumi effettivi di ricerche (figura 1). E questo è vero ormai da oltre un decennio (figura 2)
Resilienza è ormai prevalente come capacità di attrazione delle richieste del pubblico. Si potrebbe pensare che sia una questione italiana (non siamo forse il paese delle mode anche per le cose serie?).  Ma questo non è vero: anche nel mondo  il processo è simile se confrontiamo le attenzioni complessive per Sustainable Development e per Resilience (figura 3).
Quali spiegazioni si possono dare? Potrebbe essere solo una ordinaria storia di ciclo di vita dei memi tecnico-scientifici, con vicarianze di competitività rispetto al pubblico generico.  O ci potrebbero essere anche questioni più profonde di cui tener conto nei processi decisionali, ad esempio il passaggio da una prospettiva di speranza (insita nel concetto di Sviluppo) ad una maggiore consapevolezza di vivere in una incerta fase di transizione, in cui servono strumenti di difesa contro i rischi (ovvero più Resilienza). E questo non solo in Italia.
Fig.1 WGT_2015_037
 Fig.2 WGT_2015_038

Fig.3 WGT_2015_039

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