Città e Università

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Il riconoscimento dei profili di attenzione, attraverso la domanda e l’offerta di informazione sul Web, può essere considerato un ulteriore forma di analisi ambientale, poco tradizionale ma che ha qualche implicazione per i processi decisionali che stanno alla base dello sviluppo .
Obiettivo di Ecosistema Web è anche una maggiore comprensione di quanto avviene al riguardo rispetto a realtà locali. In un post precedente   si era preso atto dei volumi relativi di attenzione per una serie di città padane, riconoscendo che i  nomi-base delle città sono in realtà parole-chiave “ombrello” al cui interno  le componenti di attrazione sono diverse (i Comuni, i territori provinciali, le squadre di calcio ecc.), possono incidere in modo più o meno rilevante sui risultati.
Si riporta qui un’analisi sul rapporto, nelle ricerche sul Web, per le parole-chiave complessive e quelle per gli abbinamenti con le rispettive Università, una componente strategica per una città ove presente. La figura 1 riporta gli andamenti medi complessivi per quattro città universitarie padane: Pavia, Parma, Modena e Ferrara; vediamo come, per tutte, le ricerche del pubblico sul Web nel corso degli ultimi anni hanno mostrato un leggero aumento. La figura 2 indica l’incidenza  delle ricerche abbinate (ovvero Pavia+Università, Parma+Università ecc.) rispetto al totale cittadino. I dati preliminari indicano che la quota si aggira per tutte su qualche punto percentuale, con una posizione relativa più alta per Pavia e minore per Parma rispetto al gruppo.
La figura 3 ci dà i trend dal 2010 per le ricerche degli abbinamenti,  nettamente negativi per tutte le Università (un po’ meno per Pavia). Diminuzione dell’interesse diffuso? Aumento della pigrizia del pubblico, per cui si clicca la città e si arriva all’Università dalla prima schermata? Un confronto con il traffico sui vari siti Internet potrebbe aiutare nelle risposte.
Diventa utile ragionare su un aspetto più generale che non riguarda solo le Università.  Quello del ruolo dei modelli di attenzione sul Web in un mondo sempre più complesso, sommerso  da volumi esondanti e pletorici di informazione, competitivo, dove una competizione significativa avviene sulla risorsa “tempo di attenzione” da parte del pubblico di riferimento.  Ciascuno di noi dedica un tempo limitato per cercare informazioni nella jungla-oceano di Internet, seguendo spesso cicli stagionali che possono essere riconosciuti. Nel caso delle Università questa fenologia delle attenzioni è chiarissima. La figura 3 mostra, per Pavia e Parma, i profili delle parole-chiave oggetto di questo post.  Nettissimi i picchi universitari di settembre (quando ci si iscrive), mentre va meglio capito il picco pavese di luglio che a Parma non c’è (sessioni di esami)? Per le parole-chiave “generaliste” cittadine, i profili sono molto meno pronunciati (anche se sull’aumento settembrino giuoca sicuramente un ruolo la componente studentesca universitaria).
E’ ragionevole ipotizzare che un’analisi più precisa dei profili di attenzione potrebbe aiutare a capire relazioni tra componenti delle realtà locali, a monitorare meglio i processi , ad organizzare meglio alcune delle proprie attività. E ciò non solo per le Università.

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